TERRA-ACQUA-CIELO invece che CEMENTO

L’identità storica, materica e quindi immateriale del luogo, di carattere mesourbano, che attiene a tutta la provincia e non solo alla mera definizione di una cerchia di interesse cittadino, cui pare Porta Sud sia impostata non solo per sottrarre valore e interesse immobiliare al resto della città, dati i vantaggi di rendita di posizione che potrebbe sfruttare occupando suolo agrario sia degli ex binari sia di campi di Via Tommaseo, ma evidentemente alla concorrenza intercomunale per attrarre operazioni immobiliari nella competizione meramente speculativa, dato che di dati di necessità di incrementi ulteriori all’esistente e alle possibili aree già edificabili non risultano affatto, anzi vanno riducendosi.

Si consideri che i supposti rifacimenti dei complessi scolastici di cui non si comprende la giustificazione non risultano da chicchessia competentemente richiesti, così come per lo stesso incomprensibile mini complesso per supposta ricerca nel campo sanitario in tale sito.

Sia l’istituto Negri prima al Conventino (benemerita attività che non ha certo atteso Porta Sud per insediarsi nell’esistente e trasferitosi in ben più adeguati sviluppi) come l’attuale struttura sanitaria Humanitas ex Gavazzeni annoverano ben altre strutture di formazione e ricerca che richiedono una scala e una localizzazione ben diversa da quella inserita per altri fini in Porta Sud, ovvero pare per allargare un tentativo di acquisizioni di generico consenso, o meglio di dissimulazione del vero interesse per insediare edificazione residenziale e commerciale, vero vulnus del progetto Porta Sud.

Restano quindi i materiali guida precipui del sito a poter riordinare gli obbiettivi di recupero urbano verde di valorizzazione qualitativa della città e non di meno per auto-produzione agraria di prossimità esistente e da sviluppare anche in forme innovative, che PAUGEM esemplifica con il ripristino delle giaciture ai margini del tracciato storico di via Gavazzeni dal fronte del san Vincenzo ex fornace Murnigotti, al complesso del conventino col pascolo a semicerchio antistante ora sotto i binari recuperabili, al fronte di villa Sottocasa che l’architetto Simone Elia prevedeva di ampliare con giardino di ingresso sulla Guidana e di fronte all’asse panoramico del sorriso di città alta, alla storica fabbrica Esperia poi istituto scolastico che affaccia sullo specchio d’acqua proposto nel recupero spondale del Morla e che con i movimenti terra del sito potrebbe sviluppare un rilevato di segno panoramico e di ambienti antroclimatici sotterranei, come le diverse formazioni di arte dei giardini e le stesse mura venete hanno costituito per più funzioni sfruttando siti e materiali, quali quelli fatti di terra, acqua e quindi nuovi visioni di cielo.

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